Panspermia
Richard Hoover è un astrobiologo che lavora per il Marshall Space Flight Center, il centro della NASA specializzato nel gestire i sistemi di orbitaggio attorno alla Terra e i viaggi nello spazio. Come uno scienziato dovrebbe sempre fare, basa le sue ricerche sulle dimostrazioni e anche davanti a una certezza si mette in gioco chiedendo a colleghi esterni di confutare le sue teorie.
Proprio per questo, dopo aver pubblicato il suo articolo sulla rivista Journal of Cosmology, ha chiesto ai ricercatori di trovare delle falle nella sua recente scoperta.
Da anni Hoover studia la possibilità che la vita sulla Terra abbia avuto inizio attraverso il fenomeno chiamato panspermia, cioè che si sia evoluta da un “seme” (inteso come componente che ha dato origine alla vita) arrivato sul nostro pianeta dallo spazio. Ebbene, lo scienziato della NASA è certo di avere recuperato un reperto fossile che rende assolutamente certa questa teoria.
Batteri alieni
Hoover ha curiosato nei luoghi più freddi del pianeta, dall’Antartide all’Alaska, sondando i ghiacci in cerca di una forma rara di meteoriti chiamata CI1 condrite carboniosa. Al momento ne abbiamo a disposizione solo una decina e su questi il ricercatore ha portato avanti i suoi studi. Incastrati tra le rocce, ha trovato batteri lunghi e filamentosi simili ai Velox Titanospirillum presenti sulla Terra.
È da mettere in chiaro che non si tratta di batteri terrestri, anche perché – se le verifiche separate di altri ricercatori lo confermeranno – alcuni di loro non hanno l’azoto tra le componenti: un elemento anomalo, che cozza contro le nostre conoscenze in campo scientifico.